domenica, 05 luglio 2009

MEDITAZIONI SULLA DEMOCRAZIA

 

Le recenti vicende sembrano invocare una riflessione dei pochi e dei molti sulla natura dello stato e sul senso della democrazia. E' giusto riformare una carta costituzionale che non è più specchio dei tempi: serve però un'evoluzione e non un'involuzione statolatrica o governocentrica. Il Parlamento serve ancora? Naturalmente sì e serve più che mai. Il gioco degli equilibri di potere deve mantenersi intatto: la democrazia è l'effetto di un precario equilibrio tra i poteri, non un dato di partenza. Mi chiedo altresì se in questo momento storico servano governi decisionisti e unilaterali o governi di larghe intese. Siamo sicuri che in tempi oscuri come questi il decisionismo governocentrico sia da preferirsi alla mediazione interpartitica e interclassista. La fine del leaderismo coinciderà con l'eclisse di Berlusconi. D'Alema invoca la fine del leaderismo ma scongiura un ritorno alla partitocrazia. La Politica governerà, almeno in questa fase storica, l'Economia. La tigre della globalizzazione ha ritrovato colui che la tiene al guinzaglio. Meditiamo.

Prof. Franco Forchetti

forchetti@gmail.com

postato da: russelco alle ore 02:32 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    03 Agosto 2009 - 13:45
 
Come se il leaderismo escluda il partitismo o viceversa.
In Italia assistiamo spesso al gioco delle parti.
Al giro di walzer di menti che decidono loro e sempre loro chi deve rientrare temporaneamente per continuare a dirigere il gioco dietro le quinte. E davanti cosa succede? l'idea che sia avvenuto un cambio di forma e' un'illusione ottica. In questo siamo strateghi! in questo-ammetto- Berlusconi non c'entra...ne eravamo gia' capaci.
Certo, da Carlo Magno a Churchill, non usavamo trucchetti pubblicitari e brillantini per dtersivi lava pavimenti, tuttavia, gli avi sapevano il fatto loro.
La verita' e' che sono le parti (menti) e non i partiti ad accordarsi sul movimento di "andirivieni" piu' conveniente e sui personaggi-marionetta che devono rappresetarli.
D'altra parte, se "nihil sub sole novi", il motivo e' che le menti pensanti sono sempre le stesse, sempre piu' esperte data l'anzianita' di servizio. Da bravi fratelli maggiori lavorano come pipistrelli, ai minori dovranno pur lasciare un'eredita'?! l'accecante tentazione di piegare il corso degli eventi storico-politici e socio-economici al volere di sceltissimi Gran Maestri e' vecchia tanto quanto quella di riempire le pagine dei futuri libri di storia e ammesso che i programmi scolastici ministeriali vengano finalmente aggiornati. Diversamente, farebbero la stessa fine che e' toccata a Moravia, a Ungaretti, che forse tocchera' a Montanelli, com'e' toccata alla Iotti-ognuno nel proprio campo. Essere sconosciuti o passare nel dimenticatoio dei piu' giovani e non solo a causa del loro disinteresse.
Dunque, a ben vedere, non credo morira' il leadirismo, come il partitismo, il bi/tri-quadro...polarismo e chi piu' ne vuole piu' ne aggiunga, la democrazia tantomeno la dittatura, poiche' sempre esistiti.
Aggiungo che la nebbia cerebrale, quella che illude il popolo di passare dall'una all'altra forma, e' solo un gioco dialettico, la cui avvincente tensione e' molto ben alimentata da penne di rara bravura compresa la Sua, gentile Professore.
utente anonimo

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categoria:democrazia, costituzione, berlusconi, partiti, dalema