martedì, 28 luglio 2009

L'ETERNA QUESTIONE MERIDIONALE

Ecco ciò che ho scritto commentando un articolo arguto di Luigi Crespi sul futuribile Partito del Sud sul suo blog http://luigicrespi.clandestinoweb.com

"Le osservazioni sulla cattiva comunicazione di questo futuribile partito del sud sono ineccepibili. A tutt’oggi suona più come un “guardate che ci siamo anche noi” in funzione avversa all’asse Bossi-Tremonti che non un progetto politico preciso in grado di cristalizzarsi in una formazione permanente. Ma ciò che mi chiedo è se abbia ancora senso fare una politica economica unitaria per il paese o se, piuttosto, non sia più sensato pianificare politiche economiche calibrate sulle moltepici realtà socio-economiche del paese. Col federalismo tutto ciò sarà ancora più difficile perché, senza i soldi dal governo centrale, le regioni meridionali annaspano, a meno che non si cominci a pensare a soluzioni estreme come le zone franche, le gabbie salariali e la fiscalità di vantaggio per attirare economia buona e low cost che comincia a cacciare via l’economia malsana delle organizzazioni criminali. Insomma la questione meridionale sembra più complessa di quanto lo fosse nell’Ottocento. Auguriamoci buona fortuna".

postato da: russelco alle ore 01:44 | Permalink | commenti
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